INTERVISTA A DAVIDE ERBA

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Chi è Davide Erba?

Un ragazzo – concedetemi l’appellativo per un paio d’anni ancora! – nato a Colico, un paesino sul Lago di Como, nel giugno del 1978. Da sempre il carattere curioso e un’indole più adatta al cambiamento che alla “routine” mi conducono a esplorare luoghi e ambiti differenti, senza una meta definita… in breve: amo le “arti liberali” e non ho ancora deciso cosa fare da grande!
Trovo perciò nel lavoro di attore e di modello la soluzione per rinviare ancora un po’ il giorno in cui mi si chiederà conto di quello che ho fatto e di definire in maniera inequivocabile la mia posizione.

Quali sono le tue passioni?

Ho un carattere tanto puntiglioso quanto volubile e nel corso della mia vita ho esplorato diversi ambiti: in alcuni ho trovato l’oggetto delle mie principali passioni. Nessuna di queste, tuttavia, è mai diventata la mia unica ragione di vita: adoro la musica – ho studiato il violino e il pianoforte al conservatorio e ascolto musica per la maggior parte della giornata -; sono appassionato di cinema – in ambito universitario mi sono specializzato in storia e critica del cinema e rubo ore al sonno per godere di un bel film-; la fotografia rappresenta perfettamente il mio modo di guardare la realtà – ho lavorato con grandissimi maestri fotografi e ho avuto la fortuna di poterne respirare l’arte -; letteratura, storia e filosofia sono le specifiche dei miei attestati di studio – ho frequentato il liceo classico e la facoltà di lettere e filosofia – ma soprattutto le mie compagne più interessanti; gli sport – il nuoto, la corsa, la pallavolo, il tennis, il ciclismo – rappresentano infine i momenti imprescindibili dell’introspezione, della riflessione e del confronto.
Il fatto è che in definitiva nessuna passione può gareggiare con l’amore infinito che provo per la mia grande famiglia, per la mia compagna e i nostri quattro figli!

Come ha avuto inizio la tua carriera di modello?

Per caso. Partecipai ad un provino su incoraggiamento di un’amica che lavorava già da qualche anno come modella professionista a Milano: durante il casting, a malapena riuscii a dire il mio nome e ad abbozzare un sorriso tremolante. Mi resi conto dell’evidente difficoltà data dal mio carattere e mi promisi che non avrei mai più partecipato a un provino e me ne tornai al paesino. Qualche giorno dopo, inaspettatamente e inspiegabilmente, mi arrivò una telefonata in cui il responsabile dell’ufficio casting mi dava la conferma per il ruolo da attore protagonista. La sfacciata fortuna e l’importante somma guadagnata con relativa facilità mi convinsero a cambiare idea. Dovetti però ricorrere, come spesso accade ai professionisti del mondo della moda, alla chirurgia… per un trapianto di personalità!

E quando arriva il tuo primo ruolo di attore?

Prima di rispondere vorrei chiarire un punto: ho già parlato della mia grande passione per il cinema e di come ne abbia studiato la storia; sentirmi definire attore mi mette a disagio e in imbarazzo ancora oggi come la prima volta che accadde… Non posso non sorridere al ricordo del mio esordio nel ruolo di attore protagonista in uno spot per la tv: appena giunto sul set ancora frastornato dal volo che da Milano mi portava a Roma, la città del cinema, sentii una frase pronunciata con enfasi da una modella al trucco: “ecco che arriva l’attore”. Non so quante volte mi girai intorno alla ricerca di un volto noto prima di capire che gli sguardi erano tutti puntati su di me.
Non mi resta che cercare di onorare l’appellativo che occasionalmente mi viene riferito: essere un buon attore, perlomeno nel suo etimo di azione, non sarà poi così difficile!

Cosa diresti a un giovane deciso a diventare modello o attore?

Innanzitutto: “in bocca al lupo”! In questo lavoro ci vuole veramente anche tanta fortuna…
Inoltre, anche se potrebbe sembrare superfluo dirlo, per “fare” il modello o il fotomodello occorrono alcune caratteristiche fisiche essenziali; anche predisposizione di indole e carattere possono aiutare molto. Vorrei però insistere su un aspetto, a mio avviso molto importante, che spesso vedo mancare ai modelli, indossatori e fotomodelli professionisti: la professionalità. Rientrano in questa caratteristica fondamentale puntualità, precisione, disponibilità, correttezza e rispetto di una deontologia professionale: esiste una sorta di codice non scritto, composto da regole importanti e apprezzate dalle agenzie di moda, agenzie per attori, case di produzione, agenzie pubblicitarie e studi fotografici, che spesso viene ignorato o trascurato.
Ci vuole infine tanta attenzione! Purtroppo attorno al vero mondo della moda, della televisione e della pubblicità gravitano anche tante realtà – composte non da professionisti, ma da truffatori – che hanno come unico fine quello di approfittarsi della buona fede, dell’ingenuità e della scarsa esperienza dei modelli e degli attori esordienti.